Da Eugen a Toto a Dagmar
Quando la repressione comunista colpì la Yugoslavia tentando di cancellare ogni forma di proprietà privata e di libera impresa, fu solo per merito del figlio di Eugen, Juraj Toto Meneghello, che Palmižana sopravvisse per diventare ciò che è oggi, rifiutandosi di abbandonare la sua tradizione di ospitalità. Dotato del coraggio e della determinazione che erano stati dei suoi antenati, Toto rimase sull’isola nonostante il pericolo costante che la cosa comportava, e nel 1945 diede inizio alla costruzione di un resort. I suoi ospiti rappresentarono una delle prime brecce nel pugno di ferro con cui il Colonnello Tito serrava il Paese, una delle prime aperture dei confini verso il futuro. Il carisma di Toto attirò visitatori da tutta Europa, costruendo un anno dopo l’altro l’identità che ancora oggi definisce l’isola di Palmižana.

Nel 1967 una giovane giornalista di Zagabria, Dagmar von Gebauer, venne in visita a Palmižana e l’incontro con Toto la legò indissolubilmente al suo sogno: lo sposò e divenne parte dell’impresa di famiglia, impegnandosi a mantenere in vita una tradizione di ospitalità costruita attraverso cent’anni di duro lavoro, un lavoro che ha trasformato una desolata isola di pietra in uno dei più ricchi e più spettacolari giardini esotici dell’Adriatico.



Nel rispetto di ciò che restava dell’accoglienza tradizionale, continuarono a vivere insieme lontani dalla civiltà, senza collegamenti con la terraferma, senza fornitura elettrica né idrica. Pur costantemente nel mirino del regime comunista, che non aveva altro obiettivo che distruggerlo, Toto non abbandonò mai la sua filosofia d’individualità e libera iniziativa, in aperta sfida all’uniformità senza volto.
Il suo scopo rimase quello di offrire un rifugio a chiunque volesse fuggire dalla modernità verso un luogo dove poter ritrovare se stessi, dove potersi rinnovare nel corpo e nello spirito. Per questa ragione la famiglia Meneghello - Toto, Dagmar e i loro figli Đenko, Romina e Tarin - si è impegnata a rendere sempre più ricca l’isola di Palmižana, espandendola in una dimensione nuova: quella dell’arte e della cultura.


I figli di Dagmar e Toto si sono assunti la responsabilità di prendersi cura dell’isola e dei suoi paesaggi incontaminati. Romina, che vive stabilmente a Palmižana ha fatto del mantenimento della tradizione famigliare di ospitalità la missione della sua vita, dedicandosi con affetto e attenzione agli ospiti in un clima di amicizia individuale e calda accoglienza, assicurandosi che le necessità di tutti trovino soddisfazione. Tarin, che vive all’estero, si è assunta il compito di curare le pubbliche relazioni e di promuovere Palmižana e la famiglia Menghello in ogni parte del globo. Đenko, un vero amante delle palme e membro della International Palm Society, vive a Palmižana tutto l’anno e assiste indefessamente sua madre Dagmar nel reperimento di nuove piante e semi da tutto il mondo per arricchire il giardino. Quando si è reso necessario nuovo spazio, ha creato lo splendido setting in riva al mare per il ristorante “Toto’s”, davanti al quale si apre il panorama mozzafiato della baia meridionale di Palmižana con la piccola isola di Stambedar che si profila all’orizzonte.